L’Italia è padrona dello sport a livello mondiale, ma che disastro con il calcio: le ragioni del declino

Ciao Italia. Questo è ciò che recitava un vecchio striscione in merito all’eliminazione degli Azzurri ad Euro 2004 per mano di Danimarca e Svezia, con la partita che permise ad entrambe le squadre di qualificarsi grazie a scontri diretti e differenza reti e che passò alla storia come il “biscotto mai dimenticato”.
Oggi, però, al di là delle polemiche arbitrali, non siamo qui a parlare di partite truccate o errori del direttore di gara. Oggi quel “Ciao Italia” dal sapore scandinavo è riecheggiato nella mente di chi al mondiale partecipa per davvero: dall’ Equipe fino a Marca passando per la Germania tutti i quotidiani esteri hanno sottolineato il fallimento di questa nazionale.
All’Italia, infatti, non sono bastati neanche i calci di rigore per battere la nazionale bosniaca ed aggiudicarsi il pass mondiale che manca ormai da Brasile 2014, portando a termine una prestazione povera di gioco, idee e già parzialmente compromessa dopo l’espulsione di Bastoni al 41′.
Ma ciò che veramente colpisce in negativo, forse ancor più dell’eliminazione, sono le parole del presidente della FIGC Gabriele Gravina. Al termine dell’ incontro, infatti, alla domanda dei giornalisti sul perché l’Italia trionfi in ogni sport tranne che nel calcio ha risposto così: “Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici, facciamo rapporti su basi di equità.

Ecco che adesso tutti i nodi vengono al pettine: oltre all’arretratezza del sistema calcistico italiano e alle riforme mai attuate, come quella proposta da Roberto Baggio nel 2010, delle quali si discuteva già da molti anni, il vero problema è la considerazione attuale “sbagliata” di questo sport.
Il pensiero di Gravina si riflette, infatti, soprattutto sui quotidiani sportivi nazionali: l’Italvolley che si laurea Campione del Mondo 2025 (maschile e femminile), le medaglie olimpiche, i successi nel Motorsport (oltre alle vittorie di Kimi Antonelli) o nel nuoto sono solo alcune delle notizie che troppo spesso vengono trascurate dalle maggiori testate e che trasmettono, di conseguenza, la sensazione che esse siano discipline di “minore importanza”.
Tutto ciò fomenta esponenzialmente l’interesse e l’aspettativa nell’unico sport nazionale italiano, ovvero il calcio e proprio per questo un cambiamento radicale da parte della federazione non deve tardare ad arrivare: l’Italia del calcio, con i giusti fondi e piani, deve rialzarsi. I vecchi campioni europei del 2021, adesso, non sono più sufficienti a confronto con le altre nazionali europee e mondiali ed il risultato è noto a tutti.
Sono state molteplici, chiaramente, le risposte alle dichiarazioni di Gravina da parte degli atleti italiani: da Mattia Furlani a Simone Deromedis, passando per Yeman Crippa, Nicola Salsi, Gigi Samele e Irma Testa, tutti hanno manifestato la loro indignazione verso il fallimento di una nazionale che, rispetto a molti di loro, può permettersi risorse maggiori e stipendi nettamente più alti.
C’è bisogno, dunque, che venga fatta una riflessione a tutto tondo tra i vertici della FIGC per trovare una soluzione in vista dei prossimi Europei britannici del 2028, la quale possa permettere agli Azzurri, ancora una volta forse per tutte, di uscire da quest’infinito baratro che non gli spetta.
Fonte immagine: lapresse.it
