Prestazione da Nazionale per Pisilli, che ritorno dall’infortunio per Davis! Eurogol di Folorunsho, si rivedono Zapata e Odgaard, Rugani e Ndaba protagonisti di un film horror
Rimonta di cuore per la Juventus che, dopo la rimonta sfiorata contro il Galatasaray in Champions, recupera due reti di svantaggio alla Roma e fissa il big match di giornata sul 3-3. Vittorie tranquille per Inter (2-0 al Genoa) e Como (3-1 al Lecce), mentre vittorie più al cardiopalma nei minuti finali per Napoli (1-2 a Verona) e Milan (0-2 a Cremona).
Un punto a testa per Parma e Cagliari, che si allontanano ulteriormente dalla zona calda, dove fa punti soltanto il Torino, battendo 2-0 la Lazio alla prima in panchina per D’Aversa. Adesso vediamo i protagonisti, in positivo e in negativo, di questa giornata.
Promossi
MVP Nicolò Pisilli (Roma 3-3 Juventus): partita di puro cuore. Il primo tempo è di altissimo livello: impegna Perin nei primi minuti (Pellegrini non insacca la respinta da due passi) ed entra nell’azione del momentaneo 1-0, rubando palla a Kalulu e servendo l’assist vincente a Wesley, che insacca una conclusione a giro di pregevole fattura. Nel secondo tempo aggiunge più sostanza, ma la sensazione è che, se continua a disputare partite del genere, debba avere un posto di diritto tra i convocati di Gattuso per i playoff di fine mese. Da Nazionale.
Michael Folorunsho (Parma 1-1 Cagliari): torna dall’infortunio riprendendo da dove si era interrotto a fine dicembre, ovvero dal gol. 60 secondi dopo il suo ingresso in campo trova un gol che può già candidarsi a gol del mese e, perché no, della stagione. Un’autentica perla da posizione defilata che purtroppo non è valsa la vittoria per i sardi, che ottengono comunque un punto utile per muovere la classifica. Capolavoro.
Jesús Rodríguez (Como 3-1 Lecce): finalmente è arrivato il tanto atteso primo gol in Serie A. Dopo aver realizzato l’ennesimo assist, il settimo, di questo campionato trova anche la gioia personale su assist del faro del centrocampo comasco Perrone, che si ripete dopo l’ottima prestazione allo Stadium del turno precedente. Adesso il suo auspicio, e quello del Como, è che migliori ulteriormente il bottino realizzativo, dopo qualche critica per il suo poco cinismo rispetto alle occasioni avute. Rampa di lancio.
Romelu Lukaku (Verona 1-2 Napoli): ritorno al gol dopo 281 giorni. Nel weekend di Roma-Juve stava per arrivare un pareggio beffa a Verona, richiamando gli spettri di quella “Fatal Verona” che gli impedì l’accesso alla Champions cinque anni fa: invece, nel recupero, ci pensa il gigante belga, che adesso vuole lasciarsi alle spalle il buio di un tunnel durato tanto e vedere solo la luce. Un’arma in più, importante, per difendere la zona Champions. Il ritorno di Big Rom.
Federico Dimarco (Inter 2-0 Genoa): sta vivendo la stagione migliore della carriera, e lo testimonia anche in questa partita. Stappa il match nel primo tempo con una conclusione al volo di pregevole fattura, a testimonianza di come tutto ciò che prova gli riesca, oppure, citando un famosissimo detto, tutto ciò che tocca diventa oro. Uno dei piedi mancini migliori in circolazione, e non lo scopriamo di certo oggi. Devastante.
Kristian Thorstvedt (Sassuolo 2-1 Atalanta): partita da centrocampista totale per il norvegese. Abbina la sua solita quantità alla qualità della rete che vale il momentaneo 2-0, una perla da fuori area, sulla quale neanche un grande portiere come Carnesecchi può intervenire. Giocatore sempre più maturo, che all’età di 26 anni merita un ulteriore step in avanti nella sua carriera. Tuttofare.
Duván Zapata (Torino 2-0 Lazio): in un anno complicato per lui, gli serviva una prestazione come questa. Genera la rete del vantaggio di Simeone e chiude la partita con un colpo di testa su cross di Obrador, trovando la sua seconda rete in campionato. A questa squadra serve questo Duván Zapata, che contro la Lazio ha ricordato quell’attaccante pre-infortunio che aveva fatto molto bene in Italia. Ritrovato.
Jens Odgaard (Pisa 0-1 Bologna): in questa stagione, soprattutto nell’ultimo periodo, non sta trovando molto spazio, complice il passaggio dal 4-2-3-1 al 4-3-3. Ma se il Bologna trova la terza vittoria consecutiva in campionato, lo deve specialmente al danese, che negli ultimissimi minuti pesca il jolly con una grande conclusione da fuori. Adesso l’impressione è che, se vorrà riprendersi il suo posto da titolare, dovrà imparare a fare la mezzala, e sicuramente Italiano ci starà già lavorando. Perla.
Keinan Davis (Udinese 3-0 Fiorentina): nelle tre precedenti partite saltate dall’inglese per infortunio l’Udinese aveva raccolto 0 punti. Appena tornato a disposizione rimette in mostra il suo strapotere fisico, e il rigore trasformato per il momentaneo 2-0 è solo la ciliegina sulla torta di una grande prestazione. Ha cancellato, ormai da tempo, i dubbi che c’erano su di lui alla vigilia, quando ci si chiedeva se sarebbe stato in grado di non far rimpiangere Lucca, non avendo mai raggiunto la doppia cifra in carriera. Sfida superata: adesso mancano solo altre due reti. Determinante.
Bocciati

Daniele Rugani (Udinese 3-0 Fiorentina): non esattamente l’esordio dei sogni: si perde Kabasele sull’1-0, causa il rigore, poi trasformato da Davis, e perde nettamente il duello fisico con Buksa sul definitivo 3-0. Prestazione che si commenta da sola, tutto quello che poteva sbagliare lo ha sbagliato, ma non sarà il solo di questa giornata. Horror.
Corrie Ndaba (Como 3-1 Lecce): gli errori della retroguardia salentina sono tanti in questo match, soprattutto quelli del difensore irlandese: la marcatura su Douvikas in occasione del pareggio è troppo leggera, tanto che il greco deve solo appoggiare in porta l’assist di Rodríguez; sul momentaneo 2-1 tiene in gioco lo spagnolo che, lanciato alla perfezione da Perrone, salta Falcone e sigla il momentaneo 2-1; sul gol di Kempf replica con una marcatura altrettanto leggera sul centrale tedesco. Horror (parte 2).
Lorenzo Montipò (Verona 1-2 Napoli): non gioca una partita disastrosa, ma sul gol decisivo di Lukaku poteva fare decisamente di più. Stagione più negativa rispetto alle precedenti per lui, e non è un caso se le speranze di salvezza del Verona in questo momento sono ridotte al minimo. Annata no.
Andrea Pinamonti (Sassuolo 2-1 Atalanta): grande prestazione per i neroverdi contro un’Atalanta reduce dalla rimonta Champions contro il Borussia Dortmund, per tutti tranne che per la punta dei neroverdi. Rischia di compromettere la partita lasciando i compagni in dieci dopo 16 minuti per un intervento decisamente evitabile. Per fortuna Grosso riesce a risistemare la squadra e a portare a casa i tre punti, ma adesso serve un Pinamonti diverso, che riesca a ritrovare le prestazioni delle precedenti due partite. Ingenuo.
Luca Pellegrini (Torino 2-0 Lazio): pesante disattenzione sul gol di Simeone che, cercando di favorire l’uscita di Provedel, si fa anticipare dall’argentino che partiva nettamente dietro. Non riesce poi a riscattarsi dall’errore che è valso il vantaggio dei granata, e i compagni non lo aiutano di certo, come Provstgaard che si fa anticipare da Zapata sul gol del raddoppio e la prestazione degna da “Chi l’ha visto?” di Ratkov. Disastro.
Neil El Aynaoui (Roma 3-3 Juventus): la Roma si stava avviando verso la vittoria di uno scontro diretto, vero tallone d’Achille di questa stagione comunque positiva, che avrebbe mandato la Juve a -7 dalla zona Champions. Non aveva fatto i conti, però, con la mancanza di lucidità del centrocampista marocchino, che compie un fallo ingenuo dal quale nasce la punizione che porta al 3-3 di Gatti. Solo il tempo dirà se questo errore avrà inciso sull’accesso alle prime quattro della classe. Superficiale.
Fonte immagini: Calcionews24; Tuttomercatoweb
