L’Inter saluta la Champions League ai playoff e lo fa nel modo più doloroso: seconda sconfitta consecutiva contro il Bodø/Glimt, che vince anche a San Siro 2-1 e chiude il doppio confronto sul 5-2 complessivo.
Una notte storta, e non solo per il risultato
A Milano i nerazzurri partono con l’urgenza di riaprire il discorso qualificazione dopo il 3-1 dell’andata in Norvegia. Ma la partita non si incanala mai davvero: l’Inter spinge, crea, cerca di alzare ritmo e intensità, però il Bodø/Glimt resta compatto, ordinato e lucido nelle letture.
Nella ripresa arrivano gli episodi che spezzano l’equilibrio: al 58’ Jens Petter Hauge firma lo 0-1, poi al 72’ Håkon Evjen trova anche il raddoppio che gela il Meazza. Il gol di Alessandro Bastoni al 76’ accende solo per un attimo la speranza, ma non basta: finisce 1-2 e la rimonta resta un’idea mai diventata realtà.
Il Bodø/Glimt, cinico e coraggioso: passa con merito
Il verdetto non nasce da una singola giocata, ma da un doppio confronto in cui i norvegesi hanno saputo colpire nei momenti chiave, difendersi con disciplina e ripartire con qualità. E soprattutto hanno dato la sensazione di avere più energia e più “fame” nei momenti decisivi della sfida.
Dopo il match, anche da casa Inter il messaggio è chiaro: amarezza enorme, ma la qualificazione del Bodø/Glimt non è un caso.
E adesso?
Per l’Inter è un colpo pesante: uscire prima degli ottavi cambia umore, percezione e programmazione. La reazione dovrà essere immediata, soprattutto sul piano mentale: trasformare la delusione europea in rabbia “utile” per il campionato e per gli obiettivi rimasti.
