Bremer trova la doppietta da difensore centrale. Spiccano Cagliari e Milan, Carnesecchi eroico, Cambiaso e Bologna irriconoscibili
23° giornata che vede trionfare le prime tre della classe: Inter (0-2 a Cremona), Milan (0-3 a Bologna e Napoli (2-1 con la Fiorentina) e che segna il ritorno al quarto posto della Juventus, grazie alla vittoria per 1-4 a Parma e alla sconfitta della Roma a Udine per 1-0. Nelle ultime posizioni, invece, la situazione resta invariata. Andiamo ora a vedere i promossi e i bocciati di questo turno.
Promossi
MVP Bremer (Parma 1-4 Juventus): da quando è tornato lui, la differenza si sente. Oggi non solo compie la sua solita perfetta prestazione difensiva, annullando un attaccante ostico come Pellegrino, ma porta a casa addirittura una doppietta, la prima in Serie A e la seconda in Italia (la prima al Milan nei quarti di finale di Coppa Italia nel 2020). Adesso viene da chiedersi: come sarebbe stata la stagione precedente della Juventus se il centrale brasiliano non avesse avuto il grave infortunio al crociato? Muro.
Danilo Cataldi (Lazio 3-2 Genoa): in un clima surreale, con lo stadio semi vuoto causa protesta con la società, ci pensa uno degli uomini meno attesi a inizio stagione a riportare un minimo di entusiasmo alla piazza. Il capitano non si lascia distrarre dal battibecco finale con Cornet e calcia un rigore perfetto, che permette alla Lazio di ritrovare la vittoria all’Olimpico dopo due mesi. Migliore in campo insieme ai compagni andati in rete, Taylor (prima gioia in A) e Pedro (trasforma il rigore che stappa la partita e fa un gran lavoro senza palla). Iceman.
Ruslan Malinovski (Lazio 3-2 Genoa): il tuttofare del Grifone. Dopo aver trovato un gran gol su punizione contro il Bologna, l’ucraino sfodera un’altra prestazione d’autore: conquista e trasforma il rigore del momentaneo 2-1 e sfiora un goal olimpico da calcio d’angolo, dal quale poi nasce il momentaneo 2-2 di Vitinha. Non sarà quello dell’Atalanta, ma è un piacere vederlo giocare così. Leader.
Domenico Berardi (Pisa 1-3 Sassuolo): c’è un Sassuolo senza Berardi e un Sassuolo con Berardi. Il capitano dei neroverdi torna titolare dopo l’infortunio e lo spezzone contro la Cremonese e decide la partita: realizza un gran gol che apre le marcature e propizia l’autogol di Caracciolo per il momentaneo 0-2, tutto nel primo tempo. Una vittoria per gli emiliani nelle otto partite saltate da Berardi, due vittorie nelle ultime due da quando è tornato. Serve aggiungere altro? Mimmo Star.
Antonio Vergara (Napoli 2-1 Fiorentina): continua il periodo da favola per il classe 2003 di Frattaminore. Dopo la prima rete in Champions, trova la prima gioia anche in Serie A, grazie a un ottimo inserimento tra le maglie viola, sfruttando il rilancio di Meret e il grande lavoro fisico di Højlund, che gli permette di arrivare davanti a De Gea e di insaccare il pallone con grande freddezza. Ora la domanda è una sola: come sarebbe andata per lui se il Napoli non avesse avuto tutti questi infortuni? Nessuno ha la risposta, ma di sicuro chi lo ha seguito nello scorso campionato cadetto alla Reggiana lo aveva già notato. Promessa.
Cagliari (Cagliari 4-0 Verona): altra super prestazione dei sardi, che trovano la terza vittoria consecutiva in campionato. Due gol per tempo per archiviare la pratica Verona: Mazzitelli e Kilicsoy nel primo tempo (stupenda sforbiciata dell’attaccante turco, al quarto centro in campionato) e Sulemana e Idrissi nella ripresa. Menzione anche per Esposito (suo l’assist per Kilicsoy), Palestra (sempre più incontenibile sulla fascia destra) e Obert, che libera con un tacco la conclusione di Mazzitelli che vale il vantaggio. La zona retrocessione è sempre più lontana, e di questo passo, la salvezza può arrivare prima del previsto. Spettacolo.
Marco Carnesecchi (Como 0-0 Atalanta): questo punto dell’Atalanta ottenuto a Como è tutto suo. La partita si complica subito in avvio con l’espulsione di Ahanor, ma ci pensa il portiere bergamasco a tenere a galla i suoi: fa registrare ben nove parate, sventando le conclusioni di Nico Paz, Douvikas e Ramon, ma la più importante arriva nel finale. Al minuto 96′ riesce a parare il rigore calciato dal 10 argentino, al terzo errore su tre rigori calciati fin qui in Serie A. Prestazione che conferma come, a livello di rendimento, dopo Svilar e Maignan il portiere più forte del campionato sia proprio lui. Superman.
Piotr Zielinski (Cremonese 0-2 Inter): la menzione tra i promossi dell’Inter se la merita il centrocampista polacco. Se Lautaro e Dimarco si confermano le certezze su cui i nerazzurri fanno affidamento da inizio anno, l’ex Napoli, alla sua seconda annata a Milano, è riuscito a ritagliarsi uno spazio sempre più importante, dimostrandosi freddo e lucido quando serve. In questa partita chiude i discorsi con una conclusione da fuori area, sulla quale Audero poteva fare sicuramente meglio. Sempre più padrone della metà campo, soprattutto in assenza di Calhanoglu e Barella. Maestro.
Weston McKennie e Jonathan David (Parma 1-4 Juventus): due giocatori che rispondono in maniera molto positiva a situazioni diverse. L’americano sfodera l’ennesima grande prestazione della stagione, uno dei giocatori rinati sotto la cura Spalletti, e dimostra di valere quel rinnovo che sta trattando con i bianconeri; il canadese, invece, dimostra come, nonostante non sia la punta più apprezzata per caratteristiche dal tecnico toscano, il mancato arrivo di un numero 9 nel mercato invernale non sia per forza una nota negativa. Ora la Juventus è attesa da un mese di ferro, al termine del quale avremo molte risposte. Conferme.
Jurgen Ekkelenkamp (Udinese 1-0 Roma): match winner del posticipo del lunedì, ma la sua prestazione non si limita solo a questo. Oltre a trovare, anche con un pizzico di fortuna, il gol su punizione, mostra grande efficacia sia sulla trequarti sia in fase difensiva, facendosi trovare ovunque. In prima pagina per l’Udinese finiscono spesso Zaniolo, Atta e Davis, ma la continuità che sta trovando questo ragazzo è decisamente da tenere d’occhio. Totale.
Milan (Bologna 0-3 Milan): match dominato in lungo e in largo. Gli uomini di Max Allegri, orfani di Saelemaekers e Pulisic, e con Leao risparmiato in panchina causa pubalgia, non fanno rimpiangere gli assenti e rimangono in scia all’Inter, distante sempre cinque punti. Modric e Rabiot i soliti leader a centrocampo, con quest’ultimo che sta trovando continuità anche in zona gol, Loftus-Cheek e Nkunku giocano una grande partita, Athekame trova praterie sulla fascia destra. C’è chi li critica per delle prestazioni non del tutto convincenti, ma la realtà è che questa squadra non perde addirittura da agosto. Rullo compressore.
Bocciati
Aarón Martín (Lazio 3-2 Genoa): non siamo abituati a vederlo in questa sezione, ma purtroppo è protagonista in negativo di due dei tre gol della Lazio. Concede, per fallo di mano, il primo dei tre rigori della serata (trasformato da Pedro) e buca l’intervento su Isaksen, che riesce poi a servire Taylor per il suo primo gol in Serie A e il secondo dei biancocelesti. De Rossi lo sostituisce al 69′ e si augura che, dopo averlo rimesso al centro del progetto con il suo arrivo in panchina, possa riscattarsi al più presto. Serata no.
Marin Pongračić & Alessandro Buongiorno (Napoli 2-1 Fiorentina): brutta prestazione per i centrali in questa partita, che perdono ripetutamente i duelli con i rispettivi attaccanti: il croato con Højlund, soprattutto nell’azione che porta al gol di Vergara, mentre Buongiorno va in continua sofferenza con Piccoli, che se lo vede scappare anche nell’azione che porta al gol di Solomon, riaprendo le speranze della Fiorentina. La stagione di queste due squadre non sta andando come previsto, forse anche a causa delle diverse prestazioni negative dei loro centrali. Fragili.
Verona (Cagliari 4-0 Verona): continua il periodo buio degli scaligeri. La vittoria non arriva da metà dicembre, in casa della Fiorentina: da allora solo due pareggi in otto partite. Non si salva nessuno; forse Mosquera è l’unico che si avvicina alla sufficienza per aver sporcato i guantoni di Caprile, ma anche lui si perde Adopo sul terzo gol, segnato poi da Sulemana. Se vogliono tentare la salvezza, dovranno cambiare decisamente passo, e farlo con un altro allenatore, dato che è stato comunicato l’esonero di Zanetti. Buio pesto.
Honest Ahanor (Como 0-0 Atalanta): a far finire tra i bocciati il difensore classe 2008 è la sciocca espulsione arrivata al settimo minuto. Colpisce Perrone a palla lontana dopo un duello iniziato nell’area di rigore del Como, un gesto che avrebbe potuto costare molto caro alla sua squadra se non fosse stato per un Carnesecchi in stato di grazia. Il ragazzo ha comunque mostrato di avere ottime qualità in questa stagione, e siamo certi che saprà mettersi alle spalle questa brutta giornata: in fondo ha solo 17 anni e tutta una carriera davanti. Ingenuo.
Emil Audero, Federico Baschirotto & Jamie Vardy (Cremonese 0-2 Inter): oggi sono proprio i principali giocatori della Cremonese a deludere. Il portiere non riesce a respingere la conclusione del definitivo 0-2 di Zielinski, Baschirotto soffre costantemente l’attacco nerazzurro, mentre Vardy spreca due buone occasioni in contropiede, dove non riesce a trovare la conclusione. Perdere con l’Inter può succedere, ma serve ritrovare al più presto la miglior condizione dei propri leader: la vittoria manca da quasi due mesi, e la zona retrocessione è sempre più vicina. Pericolo.
Andrea Cambiaso (Parma 1-4 Juventus): l’unica nota negativa nei bianconeri. Al di là della goffa autorete, che rischia di riaprire la partita, la prestazione risulta totalmente incolore. La cura Spalletti ha funzionato con molti giocatori, tranne che con lui e si augura al più presto di ritrovare quel giocatore per il quale la Juventus aveva rifiutato un’offerta da 60 milioni del Manchester City per lui. Nota stonata.
Bologna (Bologna 0-3 Milan): un solo punto nelle ultime sei partite casalinghe e una vittoria che, al di là di quella nel recupero con il Verona a metà gennaio, in campionato non arriva da fine novembre. Dati impietosi per una squadra che sembra essersi smarrita, come dimostra l’ennesima prestazione negativa della stagione. A soffrire più degli altri è la retroguardia rossoblù, con Heggem e Miranda principali responsabili sui gol subiti. Ravaglia è l’unico ad evitare un passivo ancora più pesante, nonostante il rigore causato e poi trasformato da Nkunku. Di questo passo l’Europa resta lontana, così come le belle prestazioni delle ultime due stagioni. Irriconoscibili.
Immagine di copertina: Fanpage
