Sorpresa Nzola tra i migliori, conferme per Carnesecchi e Gila, Barella e Rabiot onnipresenti. Zaccagni e Morata non svoltano la loro stagione, ancora male Buongiorno, El Aynaoui e Sanabria
L’Inter inizia a vedere lo scudetto, dopo la vittoria per 3-0 sul Cagliari e la sconfitta del Napoli in casa contro la Lazio per 2-0, aumentando il distacco a 12 punti a 5 giornate dal termine. Il Milan vince di misura a Verona (1-0 con gol di Rabiot) e aggancia i partenopei, mentre la Juventus vince 2-0 contro il Bologna e va a +5 da Roma (1-1 contro l’Atalanta) e Como (sconfitto 2-1 in casa del Sassuolo).
In zona salvezza la Fiorentina pareggia a Lecce 1-1 e rimane a +8 dai salentini e dalla Cremonese (0-0 con il Torino). Oltre al Verona, perde anche il Pisa (in casa 2-1 contro il Genoa) ed entrambe sono ad un passo dalla B. Adesso andiamo a vedere i promossi e i bocciati di questa giornata.
Promossi
MVP M’Bala Nzola (Sassuolo 2-1 Como): fa notizia la sua presenza dal primo minuto ma, vista la prestazione, Grosso ha avuto ragione. Nel finale di primo tempo partecipa a entrambe le reti neroverdi: prima servendo a Volpato l’assist in contropiede, poi finalizzato con un pallonetto che non ha lasciato scampo a Butez, poi batte il portiere francese a tu per tu lanciato alla perfezione da Laurienté. Come si dice, a volte ritornano. Ritrovato.
Nicolò Barella (Inter 3-0 Cagliari): dopo l’ennesima mancata qualificazione ai Mondiali con l’Italia sembra essersi ritrovato. Nelle tre partite giocate dopo la Bosnia, in campionato ha trovato due reti (più delle precedenti 30 partite) e un assist. Contro la sua ex squadra avvia l’azione del vantaggio di Thuram e raddoppia con un bel destro dal limite dell’area. Il tutto unito alla solita sostanza che mette in ogni partita. Totale.
Mario Gila (Napoli 0-2 Lazio): le partite facili non piacciono allo spagnolo. Dopo la prestazione magistrale contro il Milan, Gila si ripete annullando Højlund con la complicità di Romagnoli. Un vero e proprio muro a protezione della porta difesa da Provedel prima e da Motta poi dopo l’infortunio dell’ex Spezia. Cerca (probabilmente) di chiudere la sua esperienza in biancoceleste al meglio. Impeccabile.
Adrien Rabiot (Verona 0-1 Milan): un centrocampista totale. Oggi il Milan doveva vincere per agganciare il Napoli al secondo posto e assicurarsi la zona Champions. Ci riesce grazie al gol decisivo del francese su assist di Leão che premia un ottimo inserimento. Chissà come sarebbero andate le cose se non ci fosse stato quel litigio con Rowe a Marsiglia… Dominante.
Lorenzo Colombo (Pisa 1-2 Genoa): mostra una grande personalità. Cerca più volte la via della rete e la trova su rigore da lui stesso procurato. De Rossi quando lo ha visto sul dischetto, non l’ha presa bene, perché come dichiarato nel post partita avrebbe dovuto batterlo Østigård. Ma l’esecuzione risulta perfetta, salendo a quota 7 reti in campionato (record personale). Personalità.
Jack Harrison (Lecce 1-1 Fiorentina): l’importante per la Viola era non perdere, e se ci è riuscita lo deve anche alla prima rete in Serie A dell’ex Leeds. Un sinistro a giro che non lascia scampo a Falcone e permette alla Fiorentina di rimanere a +8 dalla zona rossa. Per il resto non disputa una partita perfetta, ma il giudizio viene alzato dal peso specifico della rete. Prezioso.
Marco Carnesecchi (Roma 1-1 Atalanta): tutto ciò che può parare, lo para, tranne la conclusione di Hermoso, imparabile per chiunque, che vale il pareggio. Bene soprattutto su Soulé e Malen nel primo tempo, e ancora sull’olandese e su Hermoso nella ripresa. Si candida a essere uno dei migliori portieri del campionato (bella lotta con Maignan e Svilar) e come possibile primo portiere della Nazionale dopo Donnarumma. Gigante.
Bocciati

Mattia Zaccagni (Napoli 0-2 Lazio): altra occasione sprecata per portarsi a casa qualcosa di positivo in questa stagione. Nella grande vittoria della sua squadra al “Maradona” non riesce a metterci la firma. Anzi, lo fa ma in negativo, facendosi parare il rigore da Milinkovic-Savic e spedendo alta da pochi passi la respinta. Il gol in campionato manca dal lontano novembre 2025, troppo per uno come lui, che era sempre stato uno dei leader di questa Lazio. Involuto.
Álvaro Morata (Sassuolo 2-1 Como): non si vede praticamente mai, se non per un’ammonizione presa per evitare una ripartenza. Eppure resta in campo per 90 minuti, e nulla cambia nemmeno con l’ingresso di Douvikas al suo fianco. Dopo 9 stagioni consecutive in doppia cifra, quest’anno non la raggiungerà, al momento l’unica rete stagionale è alla Fiorentina in Coppa Italia. Troppo poco per uno come lui. Irrilevante.
Alessandro Buongiorno (Napoli 0-2 Lazio): purtroppo non è più una novità in questa stagione. Alla terza presenza nella rubrica “bocciati”, dopo aver sofferto particolarmente contro Piccoli e Colombo, va totalmente in difficoltà anche con Noslin, perdendo il pallone che consente all’olandese di conquistare il rigore del possibile 0-2 e facendosi anticipare dall’ex Verona sull’effettivo raddoppio biancoceleste. L’impressione è che voglia chiudere al più presto questa brutta stagione, per poter resettare tutto e cercare al più presto il riscatto. Smarrito.
Neil El Aynaoui (Roma 1-1 Atalanta): decisamente non l’acquisto più azzeccato dei giallorossi. Nell’ennesima prestazione negativa della stagione, come quella contro la Juventus, il centrocampista marocchino è ancora una volta impreciso e disattento, come si nota dalla facilità con cui Ederson lo dribbla verso la mezz’ora del primo tempo. Svilar gli salva la pelle, ma c’è un motivo se Gasperini in estate aveva chiesto Richard Ríos. Deludente.
Antonio Sanabria (Cremonese 0-0 Torino): quando è l’ex della partita sembra sparire totalmente dal campo (vedi contro la Roma). 84 minuti in campo in cui si vede solo per una conclusione ribattuta a inizio ripresa. Altra stagione totalmente negativa, poi magari segnerà il gol della salvezza della Cremonese, ce lo auguriamo per lui. Assente.
Felipe Loyola (Pisa 1-2 Genoa): risulta in netta confusione, soprattutto in occasione del pallone perso che porta al rigore per il Genoa, poi trasformato da Colombo. L’unico guizzo positivo nella sua esperienza italiana finora, dopo essere arrivato nel mercato di gennaio, è stato il gol al Milan. Per il resto si è rivelato un acquisto sbagliato, soprattutto considerando gli oltre 10 milioni spesi. Deludente.
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