Estupiñán decide il derby, Scamacca doppietta in versione Nazionale. Tornano a incidere Yildiz e Pierotti, disastro Luis Henrique e Pellegrini.
Il match clou della giornata, il derby di Milano, viene deciso dall’uomo meno atteso e più criticato di tutti: Estupiñán mantiene ancora accese le speranze di Scudetto rossonere, portandosi a -7 dai nerazzurri. Il Napoli consolida il terzo posto (2-1 al Torino), adesso a +5 da Como (vincente 2-1 a Cagliari) e Roma (che perde 2-1 a Genova) e a +6 dalla Juventus che ritrova i 3 punti battendo il Pisa 4-0.
La Fiorentina esce dalla zona retrocessione grazie allo 0-0 contro il Parma e alla sconfitta della Cremonese nello scontro diretto contro il Lecce per 2-1. Il Verona batte per 1-2 un Bologna probabilmente con la testa al derby italiano in Europa League contro la Roma. Adesso andiamo a vedere i promossi e i bocciati della giornata.
Promossi
MVP Pervis Estupiñán (Milan 1-0 Inter): l’uomo meno atteso, spesso criticato e protagonista di una stagione negativa. Fino a questa partita, il derby: la partita per eccellenza. Si mette alle spalle le tante critiche degli scorsi mesi con un gran sinistro che si deposita alle spalle di Sommer dopo un grande assist di Fofana. Schierato da titolare per le condizioni non ottimali di Bartesaghi, vedremo se, quando l’italiano tornerà in forma, tornerà ad accomodarsi in panchina oppure questa prestazione, assolutamente positiva oltre alla rete decisiva, gli permetterà di superare nuovamente l’italiano nelle gerarchie di Allegri. Uomo derby.
Alisson Santos (Napoli 2-1 Torino): mostra un passo diverso rispetto agli avversari, messi in costante difficoltà con accelerazioni e conclusioni dalla distanza, tra cui quella con cui sblocca la partita, dopo aver dribblato Ebosse. Arrivato nel mercato di gennaio dopo le partenze di Lang e Lucca, si sta dimostrando un acquisto azzeccato fin dal suo esordio, quando aveva già lasciato il segno. Esce nel finale per lasciare spazio al tanto atteso ritorno di Kevin De Bruyne. Spettacolare.
Lucas Da Cunha (Cagliari 1-2 Como): altra prova da autentico leader del centrocampo. Prima serve, in modo fortuito, Baturina per il gol del momentaneo 0-1, poi lascia partire un mancino da fuori area che si deposita all’incrocio dei pali e vale la vittoria dei lariani su un campo difficile come Cagliari. Impossibile per Fabregas rinunciare a un giocatore del genere. Fenomenale.
Gianluca Scamacca (Atalanta 2-2 Udinese): partita a due facce per l’attaccante italiano. Nel primo tempo trova pochi spazi, spesso contenuto con efficacia dalla difesa bianconera. Nella ripresa inizia colpendo un palo, poi la probabile mossa che gli è valsa la svolta: l’ingresso in campo di Krstovic, con cui dialoga molto bene e riesce a trovare, tra il 75′ e il 79′, due reti che permettono di pareggiare una partita che sembrava persa. Una prestazione del genere fa ben sperare per i playoff di fine mese. Trascinatore.
Kenan Yildiz (Juventus 4-0 Pisa): poco importa se le squadre avversarie gli mettono una marcatura doppia o tripla: lui trova sempre il modo di uscirne vincitore. Torna a farsi vedere in zona bonus dopo un po’, in un periodo in cui è arrivata qualche critica di troppo e i contrasti, spesso duri, degli avversari si sono fatti sentire. Nel secondo tempo, giocando da falso nueve, mette una palla al bacio per Cambiaso, che deve solo appoggiare in rete di testa, e trova anche la rete, con una conclusione dal limite, che gli mancava dal 25 gennaio contro il Napoli. Lieto ritorno.
Santiago Pierotti (Lecce 2-1 Cremonese): arriva il tanto atteso primo gol in campionato, con la complicità di Audero, e non poteva scegliere partita più importante per tornare a timbrare il cartellino (l’ultima volta a gennaio 2025 con la doppietta al Parma). La sua partita non è solo il gol, ma anche un’ottima gestione della palla e la solita abnegazione nella fase di non possesso. Adesso il Salento spera che l’argentino si sia sbloccato anche in zona gol, perché da qui a fine campionato ogni gol avrà un peso specifico notevole. Tuttofare.
Bocciati

Jonathan David (Juventus 4-0 Pisa): la sua partita dura un tempo. 45 minuti dove se si vuole trovare qualcosa di positivo è un’impresa non da poco, sia nei movimenti sia nella gestione del pallone, mangiandosi anche un gol di testa da pochi metri. Il rientro di Dusan Vlahovic è sempre più vicino, e la sensazione è che, una volta tornato in forma, toglierà il posto da titolare al canadese (nel frattempo occhio all’opzione Yildiz falso nueve con Boga sulla sinistra). Disastro.
Odilon Kossounou (Atalanta 2-2 Udinese): una partita sostanzialmente da dimenticare per il centrale ivoriano in cui non mancano gli errori. Ma il più grave è la dormita sul calcio d’angolo dell’Udinese che porta al momentaneo 0-1, dove Kristensen lo sovrasta completamente. Serviranno prestazioni di ben altro tipo se vorrà contribuire a raggiungere un piazzamento importante in zona Europa. Distratto.
Francesco Coppola (Juventus 4-0 Pisa): nel primo tempo la difesa toscana aveva retto, anche perché David non stava creando grandi problemi. Ma nel secondo tempo, con l’ingresso di Boga e Yildiz che viene spostato falso nueve, la musica cambia: l’ex difensori delle giovanili bianconere si fa prendere nella morsa dal turco e Conceição in occasione del vantaggio bianconero, e si fa saltare troppo facilmente dal 10 sul 3-0. Da rivedere.
Emil Audero (Lecce 2-1 Cremonese): il suo campionato, per citare una vecchia frase di Gonzalo Higuain, “sembra una montagna russa”: alterna grandi partite, come contro Verona e Genoa, ad altre dove commette errori grossolani, come contro l’Inter o in questa gara, dove su un calcio d’angolo battuto dal Lecce esce a vuoto e permette a Pierotti di sbloccare di testa il delicatissimo scontro salvezza. Con questa sconfitta la Cremonese entra nella zona rossa, e spera che anche il suo portiere recuperi la forma migliore per aiutare la squadra a restare nella categoria. Altalenante.
Matteo Bianchetti (Lecce 2-1 Cremonese): altro protagonista in negativo dello scontro salvezza. Gioca al posto dello squalificato Terracciano, ma non riesce a replicare la buona prestazione contro il Milan: causa in modo ingenuo il rigore che porta al raddoppio di Stulic con un braccio troppo largo e si fa poi ammonire. Un primo tempo decisamente negativo, che porta Nicola a sostituirlo all’intervallo. Ingenuo.
Martin Vitik (Bologna 1-2 Verona): costantemente in ritardo sulle sortite offensive del Verona, in particolar modo nel contropiede che porta al definitivo 1-2 di Bowie. Non è stata una giornata positiva per molti dei suoi compagni, forse perché stavano già pensando alla sfida di Europa League con la Roma, e la prestazione del centrale ceco ne è un chiaro esempio. Spaesato.
Lorenzo Pellegrini (Genoa 2-1 Roma): nella categoria “ingenuo” in questa giornata c’è spazio anche per lui. Il rigore causato, poi trasformato da Messias per il momentaneo 1-0, è solo l’apice di una partita negativa, in cui non brilla nemmeno in fase offensiva. A fine stagione scadrà il suo contratto, e la sensazione è che le parti non si separeranno in maniera felice, specialmente con i tifosi, nonostante i 9 anni passati nella capitale. Ingenuo bis.
Luis Henrique (Milan 1-0 Inter): il derby si è deciso praticamente sulla fascia: se Estupiñán è stato il migliore, il brasiliano si merita il titolo di peggiore in campo. Si perde completamente l’ecuadoriano sull’imbucata di Fofana, e nel corso della gara non riesce a riscattarsi dopo l’errore che ha deciso il derby. Adesso è rientrato Dumfries, che lo ha sostituito intorno al 60′, e gli interisti, viste le prestazioni recenti dell’ex Marsiglia, non aspettavano altro. Uomo derby (al contrario).
Fonte immagini: la Repubblica, Gazzetta dello Sport
